Modigliana, Foresta di Montebello Riserva Sperimentale - Ravenna Festival

La riserva sperimentale di Montebello si trova a sud di Modigliana, nella valle del torrente Ibola, poco prima del Passo popolarmente conosciuto come “monte della Chioda”, attraversato dalla strada che porta a Rocca San Casciano, a un’altitudine compresa fra i 500 ed i 700 m circa. È di proprietà del Comune di Modigliana, con una superficie di quasi 320 ettari e, tra le dotazioni di servizio, vanta la grande casa-rifugio “Le Prata”, nonché una vasta e ben curata rete di sentieri escursionistici.
Nata negli anni Cinquanta come parte integrante di un programma nazionale di rimboschimento e di sperimentazione, può dirsi “figlia della sua epoca”, nel bene e nel male: da una parte rappresenta un poderoso polmone verde completamente forestato, dall’altra però la scelta delle specie impiegate riflette la “coniferomania” tipica di quegli anni e che oggi – ma non è mai lecito giudicare interventi passati con criteri posteriori – ci appare quantomeno bizzarra. Infatti, accanto alle latifoglie tipiche della zona e della relativa fascia altitudinale (roverella, orniello e carpino nero) furono piantati cedri di tutte e tre le specie (del Libano, dell’Himalaya e dell’Atlante marocchino, quest’ultimo anche nella varietà “glauca”, cioè verdazzurra, che furoreggiava nei giardini dell’epoca), pini (nero, silvestre, del Texas, dell’Himalaya, Strobo americano e anche turco, con esemplari che risultano “i più a nord del mondo”), poi tuie asiatiche e americane, cipresso di Lawson e cipresso dell’Arizona (quest’ultimo riconoscibile per il colore azzurro) e infine, in piccoli gruppi, larice giapponese, platano orientale (dall’Asia minore), pioppo tremulo, sorbo montano e sorbo degli uccellatori (questi ultimi autoctoni, ma in realtà propri di ambienti un po’ più alpestri), noce americano, noce europeo e ontano napoletano.
Da un punto di vista botanico-forestale si trattò di un “fritto misto”, appunto bizzarro e in larga parte fuori luogo, tuttavia non senza aspetti curiosi e oggi “da vedere” – sia pur con spirito critico – e anche con autentiche rarità, come i due esemplari di pino bruzio (pianta dell’Appennino calabrese che all’epoca era stata anche introdotta – con scarsissimo successo –  nelle pinete di Ravenna con il nome di “pino paroliniano”) esteticamente non belli ma che appunto costituiscono una curiosità.
Ben più importante è la colossale, monumentale quercia (Quercus pubescens, cioè roverella) di fianco al rudere de Il Poggiale, a quota 693 m, che oltre a testimoniare il suo passato, prezioso ruolo di fornitrice di ghiande per maiali, rivela dimensioni notevolissime e portamento veramente monumentale.
In generale si può dire che la Riserva di Montebello oggi presenta aspetti paesaggisticamente variati e gradevoli, oltre a percorsi che permettono di avventurarsi in questo “giardino botanico forestale” con passeggiate agevoli e adatte a tutti.
In occasione del Festival dei Sentieri Agrourbani, il percorso viene arricchito con opere di land art, visibili fino al loro deperimento naturale. E per quanto riguarda l’arte, Modigliana ne è sempre stata ricca: da non perdere la visita alla Pinacoteca, con i quadri di Silvestro Lega, uno spettacolare dipinto del faentino Francesco Nonni e la collezione di arte moderna legata al premio Lega, importante riconoscimento degli anni Sessanta.
Sandro Bassi

Come arrivare

Foresta di Montebello
SP129
47015 Modigliana (FC)

Vai alla mappa

Spettacoli in questo luogo

I Patagarri
I Patagarri
L’ultima ruota del Caravan Tour - Estate 2025

17 maggio 2025
Modigliana, Foresta di Montebello Riserva Sperimentale
Leggi e prenota